Differenze fra mappa concettuale e mappa mentale.
§ Mappa concettuale: si costruisce con più di un
concetto strutturandosi in modo gerarchico iniziando dai concetti più ampi ai
più specifici, tutto ciò deve essere collegato con connettivi. Le mappe
concettuali possono essere molto lunghe in base a ciò che si deva studiare,
cioè gli argomenti trattati.
§ Mappa mentale: parte solo da un concetto mettendo
insieme i punti più importanti di un tema e indicando in modo più semplice le
connessioni tra un concetto e l’altro.
Nelle due modalità si possono
utilizzare immagini che possano facilitare la memorizzazione degli argomenti,
fondamentale nel secondo metodo di apprendimento.
Perché non cominciare
subito con le mappe concettuali?
· Le persone con disturbo dell’attenzione hanno periodi
di disattenzione nell’arco della giornata, questo comporta difficoltà nella
comprensione del testo, perciò è difficile che la persona si concentri sia
nella lettura che scrivendo e costruendo mappe concettuali, quindi, cominciare
direttamente con delle mappe concettuali, potrebbe essere un errore giacché il
discente potrebbe scoraggiarsi ai primi tentativi.
· Le mappe concettuali richiedono un tempo
prolungato di apprendimento del metodo, cioè, lo studente dovrebbe prima
sforzarsi di più nel leggere con attenzione, comprendere il testo, sottolineare
frasi riassuntive e imparare a relazionarle con il concetto principale e quelli
secondari. Questo comporta uno sforzo a livello cognitivo abbastanza
impegnativo. Le mappe concettuali rappresentano una metodologia di lavoro che si
dovrebbe imparare gradualmente, quindi il miglior modo per imparare a fare le
mappe concettuali è cominciare per le mappe mentali.
Caratteristiche delle mappe mentali come
strategia cognitiva.
Le mappe mentali sono
strategie cognitive giacché aiutano alla comprensione del testo, alla
codificazione e al ricordo dell’informazione. Inoltre, aiutano nell’assimilazione
di nuove informazioni connesse alle conoscenze previe, allo stesso modo,
inevitabilmente portano ad una organizzazione dell’informazione dovendo mettere
insieme l’idea personale che ha il discente sull’argomento e così ristrutturare
il nuovo schema mentale con ulteriori informazioni.
In più, le mappe mentali
promuovono l’apprendimento significativo e la funzione metacognitiva. L’apprendimento
significativo perché è fondamentale la comprensione del testo, individuare
quali sono le parole chiave selezionando le informazioni più rilevanti per poi
poter organizzare in modo chiaro e pulito la propria mappa, portando questo ad un
percorso di apprendere ad apprendere. Riguardo alle funzioni metacognitive,
l’alunno potrà rendersi conto delle proprie capacità di analisi, di
riflessione, organizzazione e di apprendimento. Questo ultimo, diventa importante
nel momento dell’autovalutazione dell’alluno. Con l’aiuto del terapista, docente
e genitori, potrà valutare il proprio percorso potendo individuare delle
strategie per migliorare in un ambito piuttosto che in un altro, ponendosi così
degli obiettivi da raggiungere, ecco qua che lo stesso alunno si assumerà delle
responsabilità nel proprio lavoro essendone partecipe diretto e attivo del
proprio apprendimento.
Come imparare a fare mappe mentali.
Come già
indicato, questa tecnica, richiede un percorso di apprendimento che varia a
seconda dell’età evolutiva della persona. Se parliamo di alunni di prima e
seconda elementare, la mappa mentale sarà molto arricchita con delle immagini e
diversi colori, che richiamino l’attenzione e servano come strategia mnemonica
facilitando il ricordo attraverso le immagini e i colori. In questi due gradi
scolastici, il docente, tutor o terapista guiderà al 100% l’elaborazione e la
spiegazione della mappa, questo non vuol dire che l’alunno apprenderà
passivamente, al contrario, il professionista dovrà essere in grado di tirar
fuori il ragionamento critico del discente attraverso le domante giuste che
creino riflessione sulle conoscenze previe dell’argomento e le capacità di
associazione dei concetti, tutto ciò aiuta il discente ad iniare un percorso di
apprendimento autoregolato ed autonomo . A partire dalla terza elementare si
utilizzeranno le parole chiave che il bambino con autonomia ha estratto dal
testo, così come le immagini da inserire nella propria mappa, servendo
all’alluno come autovalutazione dei propri apprendimenti. Le mappe, possono
elaborarsi a mano, ma in casi di comorbilità come può essere la disgrafia o la
disortografia, il bambino o adolescente può valersi di software specifici per
costruire la propria mappa.
Per
ultimo, sia le mappe concettuali che le mentali, possono aiutare molto l’alunno
con disturbo dell’attenzione, ma non esiste una ricetta valida in assoluto,
quindi, è fondamentale studiare e osservare lo stile di apprendimento del
singolo alunno. A seconda dello stile di apprendimento potrà essere necessario
integrare le mappe mentali con altri metodi, sempre considerando lo stile di
apprendimento dell’alunno.
Bibliografia
Antonio Medina Rivilla; Mº Concepción
Domínguez Garrido. 2015. Didattica Generale. Editorial Universitas, S.A.
Madrid.
Elisabeth Moreno Rodriguez (2008). Le mappe mentali come strategia per favorire la
comprensione della lettura in bambini con ADHD. Ajusco.
