martedì 10 novembre 2020

Mappe mentali o concettuali?




Differenze fra mappa concettuale e mappa mentale.

§  Mappa concettuale: si costruisce con più di un concetto strutturandosi in modo gerarchico iniziando dai concetti più ampi ai più specifici, tutto ciò deve essere collegato con connettivi. Le mappe concettuali possono essere molto lunghe in base a ciò che si deva studiare, cioè gli argomenti trattati.

§  Mappa mentale: parte solo da un concetto mettendo insieme i punti più importanti di un tema e indicando in modo più semplice le connessioni tra un concetto e l’altro.

Nelle due modalità si possono utilizzare immagini che possano facilitare la memorizzazione degli argomenti, fondamentale nel secondo metodo di apprendimento.

 

 

Perché non cominciare subito con le mappe concettuali?

·     Le persone con disturbo dell’attenzione hanno periodi di disattenzione nell’arco della giornata, questo comporta difficoltà nella comprensione del testo, perciò è difficile che la persona si concentri sia nella lettura che scrivendo e costruendo mappe concettuali, quindi, cominciare direttamente con delle mappe concettuali, potrebbe essere un errore giacché il discente potrebbe scoraggiarsi ai primi tentativi.

·     Le mappe concettuali richiedono un tempo prolungato di apprendimento del metodo, cioè, lo studente dovrebbe prima sforzarsi di più nel leggere con attenzione, comprendere il testo, sottolineare frasi riassuntive e imparare a relazionarle con il concetto principale e quelli secondari. Questo comporta uno sforzo a livello cognitivo abbastanza impegnativo. Le mappe concettuali rappresentano una metodologia di lavoro che si dovrebbe imparare gradualmente, quindi il miglior modo per imparare a fare le mappe concettuali è cominciare per le mappe mentali. 

Caratteristiche delle mappe mentali come strategia cognitiva.

Le mappe mentali sono strategie cognitive giacché aiutano alla comprensione del testo, alla codificazione e al ricordo dell’informazione. Inoltre, aiutano nell’assimilazione di nuove informazioni connesse alle conoscenze previe, allo stesso modo, inevitabilmente portano ad una organizzazione dell’informazione dovendo mettere insieme l’idea personale che ha il discente sull’argomento e così ristrutturare il nuovo schema mentale con ulteriori informazioni.

In più, le mappe mentali promuovono l’apprendimento significativo e la funzione metacognitiva. L’apprendimento significativo perché è fondamentale la comprensione del testo, individuare quali sono le parole chiave selezionando le informazioni più rilevanti per poi poter organizzare in modo chiaro e pulito la propria mappa, portando questo ad un percorso di apprendere ad apprendere. Riguardo alle funzioni metacognitive, l’alunno potrà rendersi conto delle proprie capacità di analisi, di riflessione, organizzazione e di apprendimento. Questo ultimo, diventa importante nel momento dell’autovalutazione dell’alluno. Con l’aiuto del terapista, docente e genitori, potrà valutare il proprio percorso potendo individuare delle strategie per migliorare in un ambito piuttosto che in un altro, ponendosi così degli obiettivi da raggiungere, ecco qua che lo stesso alunno si assumerà delle responsabilità nel proprio lavoro essendone partecipe diretto e attivo del proprio apprendimento.

 

Come imparare a fare mappe mentali.

Come già indicato, questa tecnica, richiede un percorso di apprendimento che varia a seconda dell’età evolutiva della persona. Se parliamo di alunni di prima e seconda elementare, la mappa mentale sarà molto arricchita con delle immagini e diversi colori, che richiamino l’attenzione e servano come strategia mnemonica facilitando il ricordo attraverso le immagini e i colori. In questi due gradi scolastici, il docente, tutor o terapista guiderà al 100% l’elaborazione e la spiegazione della mappa, questo non vuol dire che l’alunno apprenderà passivamente, al contrario, il professionista dovrà essere in grado di tirar fuori il ragionamento critico del discente attraverso le domante giuste che creino riflessione sulle conoscenze previe dell’argomento e le capacità di associazione dei concetti, tutto ciò aiuta il discente ad iniare un percorso di apprendimento autoregolato ed autonomo . A partire dalla terza elementare si utilizzeranno le parole chiave che il bambino con autonomia ha estratto dal testo, così come le immagini da inserire nella propria mappa, servendo all’alluno come autovalutazione dei propri apprendimenti. Le mappe, possono elaborarsi a mano, ma in casi di comorbilità come può essere la disgrafia o la disortografia, il bambino o adolescente può valersi di software specifici per costruire la propria mappa.  

Per ultimo, sia le mappe concettuali che le mentali, possono aiutare molto l’alunno con disturbo dell’attenzione, ma non esiste una ricetta valida in assoluto, quindi, è fondamentale studiare e osservare lo stile di apprendimento del singolo alunno. A seconda dello stile di apprendimento potrà essere necessario integrare le mappe mentali con altri metodi, sempre considerando lo stile di apprendimento dell’alunno.

 

Bibliografia

Antonio Medina Rivilla; Mº Concepción Domínguez Garrido. 2015. Didattica Generale. Editorial Universitas, S.A. Madrid.

Elisabeth Moreno Rodriguez (2008). Le mappe mentali come strategia per favorire la comprensione della lettura in bambini con ADHD. Ajusco.

 

 

 

 

 

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